Il governo punta sull’estensione delle ZES, ma il clima impone nuove strategie edilizie.
Il mercato immobiliare del Sud Italia si conferma un terreno fertile per chi sa cogliere i segnali. Oggi, l’attenzione è tutta puntata sull’annuncio del governo di voler estendere le semplificazioni delle Zone Economiche Speciali (ZES) a tutto il territorio nazionale, un’iniziativa che potrebbe ridisegnare la mappa degli investimenti. Tuttavia, le sfide climatiche e la necessità di adeguarsi alla Direttiva Case Green impongono una riflessione attenta sui costi e sulle strategie di lungo periodo.
Il segnale del giorno
La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha dichiarato che “per il governo è una priorità restituire centralità al Sud” e ha espresso la volontà di estendere le semplificazioni delle ZES a tutto il territorio nazionale (ANSA Puglia). Questa mossa, se concretizzata, rappresenterebbe un volano significativo per l’attrazione di capitali e lo sviluppo di nuove infrastrutture e insediamenti produttivi e residenziali. Le ZES, finora concentrate in aree specifiche, hanno già dimostrato la loro capacità di stimolare l’economia locale attraverso agevolazioni fiscali e burocratiche. L’estensione a livello nazionale, quindi, potrebbe amplificare notevolmente questi effetti, rendendo l’intero Mezzogiorno più competitivo e attraente per gli investimenti immobiliari, sia a scopo commerciale che residenziale, in virtù della creazione di nuovi posti di lavoro e servizi.
Parallelamente, la Puglia sta affrontando le conseguenze di un’estate torrida, con l’assessora regionale all’ambiente, Debora Ciliento, che ha evidenziato la necessità di una “strategia che riguarda agricoltura ed edilizia” per far fronte ai roghi e alle ondate di calore (Repubblica Bari). Questo segnale sottolinea l’urgenza di ripensare l’edilizia in chiave sostenibile e resiliente ai cambiamenti climatici, un aspetto che, sebbene rappresenti una sfida, può trasformarsi in un’opportunità per chi investe in immobili a basso impatto ambientale o in progetti di riqualificazione energetica.
Il quadro di mercato
Il mercato immobiliare del Sud Italia continua a mostrare dinamismo, seppur con alcune specificità. La domanda di immobili, sia per l’acquisto che per l’affitto, rimane sostenuta, trainata in parte dal crescente interesse per il turismo e dalla riscoperta dei borghi. Tuttavia, i prezzi, pur non avendo subito le impennate di altre aree del paese, mostrano una tendenza alla crescita, soprattutto in località di pregio o in quelle che beneficiano di investimenti infrastrutturali. L’offerta, d’altro canto, è spesso frammentata e non sempre allineata alle nuove esigenze di sostenibilità e efficienza energetica richieste dal mercato e dalle normative europee.
La Direttiva Case Green, ad esempio, impone standard energetici più elevati per gli edifici, con un’analisi del JRC che evidenzia come i privati dovranno coprire fino al 70% dei costi di riqualificazione energetica, con incentivi pubblici che copriranno solo il 20-30% (Casaeclima). Questo scenario, se da un lato rappresenta un onere per i proprietari di immobili meno efficienti, dall’altro crea un’opportunità per gli investitori che puntano sulla riqualificazione e sull’edilizia green, in grado di offrire immobili con un valore aggiunto e costi di gestione inferiori. Il trend del “Wellness Real Estate”, con un mercato globale in crescita verso i 1.000 miliardi di dollari, conferma questa direzione, dove la casa diventa “infrastruttura del benessere” (Casaeclima).
Zone e tipologie sotto i riflettori
Le aree che beneficeranno maggiormente dell’estensione delle ZES saranno quelle con maggiore potenziale di sviluppo logistico e industriale, ma anche i centri urbani che potranno attrarre nuove attività e residenti. In Puglia e Basilicata, le zone costiere e i borghi storici continuano a essere molto richiesti per il turismo e le seconde case. Tuttavia, l’attenzione si sposta anche verso le nuove costruzioni e le riqualificazioni in aree urbane e periurbane che possono beneficiare delle agevolazioni ZES. I trulli e le masserie, simboli dell’architettura rurale pugliese, mantengono il loro fascino e valore, soprattutto se ristrutturati con criteri di sostenibilità e dotati di comfort moderni. Anche i centri storici, come quello di Gerace in Calabria (ANSA Calabria), stanno vivendo una riscoperta, attirando turisti e potenziali acquirenti che cercano autenticità e qualità della vita, seppur con la sfida di evitare il rischio di diventare “borghi-cartolina” senza servizi adeguati (Casaeclima).
Il rischio da tenere d’occhio
Il principale rischio da monitorare è legato ai costi della riqualificazione energetica imposti dalla Direttiva Case Green. Con incentivi pubblici limitati, il peso economico ricadrà in gran parte sui privati, rendendo meno appetibili gli immobili che necessitano di interventi significativi. Un altro fattore di rischio è la burocrazia, che, nonostante le semplificazioni promesse dalle ZES, può ancora rallentare i processi di investimento e sviluppo. Infine, i ritardi nell’attuazione del PNRR, sebbene non direttamente citati nelle notizie odierne, rimangono un’incognita che potrebbe influenzare la disponibilità di fondi per infrastrutture e progetti di riqualificazione, impattando indirettamente sul mercato immobiliare.
Cosa fare adesso
- Valutare investimenti in aree ZES: Monitorare attentamente le aree che verranno incluse o ampliate nelle ZES per cogliere le opportunità di sviluppo commerciale e residenziale, con un focus su immobili che possono beneficiare di agevolazioni fiscali e burocratiche.
- Puntare sulla riqualificazione energetica: Considerare l’acquisto di immobili da riqualificare, prevedendo nel budget i costi per l’adeguamento alla Direttiva Case Green. Questo può trasformarsi in un valore aggiunto significativo e in un risparmio sui costi di gestione a lungo termine.
- Esplorare il “Wellness Real Estate”: Investire in immobili che integrano soluzioni per il benessere e la sostenibilità, come sistemi di energia rinnovabile (Comunità Energetiche Rinnovabili – CER), spazi verdi e tecnologie smart.
- Attenzione ai borghi con servizi: Se interessati ai borghi, privilegiare quelli che stanno investendo in servizi e infrastrutture per i residenti, evitando il rischio di “borghi-cartolina” che non offrono una qualità di vita adeguata oltre l’aspetto estetico.
Prospettive: Nei prossimi 3-6 mesi, si attende un aumento dell’interesse per le aree che beneficeranno dell’estensione delle ZES e per gli immobili con elevate performance energetiche, nonostante i costi iniziali.