Cisternino al centro del dibattito, tra valorizzazione e ‘restanza’.
Il mercato immobiliare del Sud Italia si anima con un focus rinnovato sui borghi, veri e propri gioielli che promettono sviluppo e valorizzazione. L’attenzione internazionale su queste realtà locali suggerisce un’onda di opportunità per chi sa cogliere i segnali.
Il segnale del giorno
La Puglia, e in particolare Cisternino, si prepara ad ospitare un evento di risonanza internazionale: la conferenza de ‘I borghi più belli del Mediterraneo’ (ANSA Puglia). Dal 23 al 25 ottobre, esperti e operatori si riuniranno per discutere di sviluppo, valorizzazione e del concetto di ‘restanza’, ovvero la scelta consapevole di rimanere e investire nel proprio territorio d’origine. Questo evento non è solo un momento di confronto culturale, ma un chiaro indicatore dell’attenzione crescente verso la rigenerazione e il potenziale economico dei centri storici minori, soprattutto nel Mezzogiorno.
L’iniziativa di Cisternino evidenzia come i borghi non siano più visti solo come mete turistiche stagionali, ma come fulcri di un nuovo modello di sviluppo sostenibile, capace di attrarre investimenti e residenti. La discussione sulla ‘restanza’ sottolinea un cambio di paradigma: non più solo fuga dalle aree interne, ma un ritorno, o una permanenza, motivata dalla qualità della vita, dalla riscoperta delle tradizioni e da nuove opportunità lavorative e abitative, spesso legate al turismo di qualità e alle attività artigianali e agricole.
Il quadro di mercato
Mentre Roma vede accelerare i prezzi delle case e degli affitti, con il centro storico che tocca i 12.000 euro al metro quadro (Adnkronos Economia), il Sud Italia presenta un panorama differente, ma non meno dinamico. Qui, il valore non risiede tanto nella speculazione sui grandi centri urbani, quanto nella valorizzazione del patrimonio esistente e nella creazione di nuove economie. La domanda per immobili nei borghi, specialmente quelli ben conservati e con servizi essenziali, sta crescendo, alimentata sia da acquirenti italiani in cerca di una seconda casa o di un cambio di vita, sia da investitori stranieri attratti dall’autenticità e dai prezzi ancora competitivi.
Il mercato degli affitti, sebbene non ai livelli di Roma, mostra segnali di ripresa anche nel Sud, in particolare per soluzioni di breve-medio termine legate al turismo. La conferma dei bonus edilizi e la possibile estensione della cedolare secca sugli affitti commerciali, come auspicato da Confedilizia (Adnkronos Economia), potrebbero ulteriormente stimolare gli investimenti nel settore, rendendo più attrattiva la riqualificazione di immobili nei centri storici e nei borghi.
Zone e tipologie sotto i riflettori
I borghi pugliesi e lucani, con la loro architettura caratteristica – dai trulli alle masserie, dai palazzi storici nei centri antichi alle abitazioni in pietra – rappresentano un’opportunità unica. Località come Cisternino, Ostuni, Locorotondo, ma anche Matera e i borghi del Pollino, stanno vivendo una fase di riscoperta. Le tipologie più richieste includono immobili da ristrutturare con potenziale di conversione in strutture ricettive (B&B, case vacanza) o in residenze di pregio. L’interesse si estende anche a nuove costruzioni o ristrutturazioni in aree vicine a zone ZES (Zone Economiche Speciali), che potrebbero beneficiare di incentivi e facilitazioni burocratiche per attività produttive e turistiche.
Il rischio da tenere d’occhio
Nonostante le opportunità, è fondamentale considerare i rischi. La burocrazia italiana, spesso complessa e lenta, può rappresentare un ostacolo significativo per i progetti di ristrutturazione e sviluppo, come evidenziato anche dalle discussioni sull’attività edilizia nei supercondomini (Confedilizia). Inoltre, la gestione dei crediti d’imposta, come nel caso del Superbonus 110%, richiede attenzione: la Cassazione ha chiarito i confini della truffa aggravata per crediti fittizi (Casaeclima), sottolineando la necessità di operare con la massima trasparenza e professionalità. Ritardi nell’attuazione di progetti legati al PNRR, sebbene non direttamente citati, potrebbero indirettamente influenzare lo sviluppo infrastrutturale e la valorizzazione di alcune aree.
Cosa fare adesso
- Valutare investimenti nei borghi ‘minori’: Concentrarsi su borghi non ancora saturi, con un buon potenziale di crescita turistica e residenziale, specialmente in Puglia e Basilicata. Cercare immobili con caratteristiche architettoniche autentiche e possibilità di ristrutturazione conservativa.
- Monitorare gli incentivi: Restare aggiornati sui bonus edilizi e le agevolazioni fiscali per la riqualificazione e l’efficienza energetica, che possono rendere più sostenibili gli investimenti in immobili storici. Considerare anche le opportunità legate alle ZES per attività commerciali o ricettive.
- Pianificare a lungo termine: L’investimento nei borghi richiede una visione a lungo termine. Non aspettarsi rendimenti immediati, ma puntare sulla valorizzazione progressiva dell’immobile e del contesto territoriale. La ‘restanza’ è un concetto che si applica anche agli investitori.
- Affidarsi a professionisti locali: Per navigare la burocrazia e identificare le migliori opportunità, è cruciale collaborare con agenzie immobiliari e professionisti (architetti, avvocati) con profonda conoscenza del territorio e delle normative locali.
Prospettive: Nei prossimi 3-6 mesi si prevede un aumento dell’interesse e delle transazioni per immobili nei borghi del Sud Italia, spinto da eventi di valorizzazione e potenziali incentivi.