Oggetto — Patto per la rigenerazione del borgo pugliese
Egregio Sindaco,
Le scriviamo con il rispetto che si deve a chi, oggi, ha in mano le chiavi di un luogo che ha aspettato secoli.
Il Suo borgo non è uno stock immobiliare. È una memoria comunitaria, un paesaggio produttivo, un'economia fragile che si rialza ogni mattina grazie a poche famiglie che hanno scelto di non andarsene. Noi lo vediamo. Ne abbiamo letto l'anagrafe, ne abbiamo percorso i vicoli, ne abbiamo ascoltato il silenzio di febbraio.
Per questo non Le proponiamo l'ennesima operazione immobiliare. Le proponiamo un patto: un metodo scritto che mette il Suo Comune al centro di ogni scelta, dà ai proprietari dignità di prezzo, chiede agli investitori pazienza tracciabile e vincola noi — Visioni — a un protocollo pubblico, verificabile, revocabile.
In concreto, Le chiediamo quattro cose:
- i.Un incontro, sessanta minuti, senza impegno. La Sua segreteria, la nostra redazione, il centro storico come unico documento sul tavolo.
- ii.Un tetto agli affitti brevi. Una percentuale decisa dal Consiglio sullo stock storico. Oltre quel tetto, nessuna vendita su piattaforma Visioni parte.
- iii.Una quota comunale di rivalutazione, destinata per atto a opere pubbliche nel centro storico. Scritta prima della prima vendita.
- iv.Diritto di revoca. Se violiamo anche un solo principio del Manifesto, Lei ci rimuove dalla piattaforma. Senza trattativa. Senza avvocati.
In cambio, Le offriamo ciò che nessuna agenzia firma mai: un metodo editoriale di rilevanza nazionale, investitori qualificati con rating pubblico, proprietari tutelati dalla rivendita speculativa, e KPI trimestrali che pubblica Lei — non noi.
Non Le chiediamo un marchio sulla Sua carta intestata. Le chiediamo la possibilità di dimostrare, in dodici mesi e su un solo borgo pilota, che un altro modo è tecnicamente — ed eticamente — possibile. Se falliamo, ce ne andiamo. Se riusciamo, il borgo scrive da solo i suoi prossimi trent'anni.
Restiamo, con sincera stima, a Sua disposizione.